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Il Profumo
delle Upupe
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Ce
un uccello veramente peculiare, tipico, esotico, nellavifauna europea:
lUpupa. Inconfondibile. Leggiadra e sfarfallante in volo. Monotona
e tenebrosa in canto. Variopinta ed esotica nellaspetto.
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Si
vede solitamente in volo.
Nella
nostra avifauna sembra unintrusa, assieme a Martin Pescatori,
Ghiandaie Marine, Gruccioni; tutti notevolmente colorati, tutti
appartenenti allordine dei Coraciformi, tutti dantica
origine tropicale, successivamente divenuti, per radiazione, europea.
Migratrice.
In Sicilia, molti soggetti, non effettuano lultimo salto;
vi svernano, diventando totalmente europei e non anche africani.
Questi individui svernanti e poco numerosi aprono tre interessanti
questioni:
1)
sono soggetti provenienti dal nord che chiudono la migrazione in
Sicilia, passandovi linverno, per ripartire in primavera?
2)
sono individui perennemente isolani?
3)
sono esemplari appartenenti a popolazioni miste? (avvicendamento
di individui che concludono la migrazione con altri che si dipartono
e con altri ancora che sostano per un più o meno lungo
periodo. La Sicilia, quindi considerata il Meridione per i soggetti
che arrivano dal nord e vi svernano e/o il Settentrione per i tanti
soggetti africani che da essa partono).
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Appropriati
inanellamenti, da programmare in stazioni siciliane, potranno contribuire
a dare risposte scientifiche alle questioni sollevate. Nel mentre, per
similitudine con quanto avviene presso i Fringillidi, propenderei per
considerarle due separate popolazioni: una stanziale, svernante e stabilmente
ancorata sul territorio siciliano; laltra esclusivamente migratrice
e di dimensioni corporee anche maggiori. Un solo esempio: a fine febbraio/primi
di marzo, ogni anno, i Fanelli stanziali sono al primo nido completo
o alle prime uova deposte; i congeneri settentrionali insisteranno sullo
stesso territorio ancora fino alla fine di marzo inizio aprile. Cosi
le Upupe invernali dovrebbero essere stanziali e totalmente siciliane.
Artisti
e poeti, da millenni le hanno immortalate, qualcuno (Foscolo) a torto.
Tutti
hanno avuto qualcosa da dire o da ridire su questUccello in apparenza
"sui generis". Tutti, tranne gli Ornicoltori. Sara perche
essi sentono piu intimamente le tradizioni popolari che non gli
danno molti meriti: gia il nome, onomatopeico, con tutte quelle
"u", quasi disturba ludito.
E
davvero un Uccello particolare? Difficile da allevare? Impossibile da
riprodurre?
La gran
varieta di cibo vivo, oggi presente sul mercato, ormai permette
di allevare e riprodurre senza sofferenze, se non pecuniarie, una gran
diversita duccelli insettivori. Essi rappresentano la nuova
frontiera dellornicultura.
Le Upupe
in particolare, sono le uniche a non essersi adattate per niente al
cibo pellettato ma anchesse possono benissimo essere allevate!
Lallevatore
che voglia cimentarsi con questinteressante specie sappia che
sara obbligato al cibo vivo, ormai abbondante e diversificato;
basta recarsi in un negozio d'articoli da pesca, per avere perennemente
a disposizione larve di mosca carnaria, di camola del miele, di tarma
della farina, lombrichi, buffalo, uova di formica o anche in negozi
di vendita rettili, per avere grilli, locuste, caimani (Galleria mellonella).
Unico problema, di natura economico: il costo di mantenimento.
Sempre
che lallevatore non preferisca essere autonomo, allevando e riproducendo
da se, anche insetti.
Non hanno
alcuna predilezione per lacqua. Non fanno mai bagni dacqua.
Bevono forse niente. In un beverino da 50 ml si nota lenta diminuzione
di livello più per normale evaporazione che per assunzione
di liquido.
Adorano
impegnarsi in bagni di sabbia; prima vanno a ricercare la terra più
friabile e asciutta, dopo la "arano" e dopo ancora vi si adagiano
con caratteristiche movenze producendo una piccola buca, infine ad ali
semiaperte "guazzano" anche per un buon quarto dora
con ripetute soste come se stessero covando.
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Alimentazione.
Per
le Upupe adulte non esiste alcun problema. I bigattini (larve di mosca
carnaria) debbono costituire il cibo base. La quantita pro-capite
giornaliera e di circa 40/50 gr.; conviene, settimanalmente, bagnare
i bigattini e somministrarli, impastati con del pastoncino proteico e
vitaminizzato.
Le
larve di mosca carnaria, agli individui adulti, non hanno mai dato problemi
di botulismo o di altro genere.
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Questo
cibo base puo essere accompagnato da strisce di carne magra e/o
cuore di vitello di dimensione acconcia. In ogni caso le upupe prima
di inghiottire il boccone, lo "lavorano", becchettandolo e
strisciandolo a terra, ripetute volte, fino a ridurlo alle dimensioni
volute e dopo averlo soppesato, non poco, lo ingoiano buttandolo in
alto e attendendolo a gola aperta. Le dimensioni del boccone perfetto
sono date dalla larva di mosca carnaria. Come leccornia, settimanalmente,
delle larve di camola del miele (molto apprezzate ma molto costose)
e qualche lombrico, completeranno la dieta.
Questo
tipo dalimentazione per gli adulti si e dimostrata, negli
anni, ottima e completa. Si mantengono perfettamente in salute.
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Il Canto.
E
un uccello silenzioso. Per tutto lanno fa sentire, solo se eccitato
o impaurito, un soffio rauco, che lorecchio abituato ed esperto,
riesce a sentire di tonalità aperta o chiusa a seconda che sia
emesso da una femmina o da un maschio. In aggiunta, leccitazione
provoca lapertura a ventaglio della cresta e un abbassamento della
testa con un colpo di becco a terra come a voler mimare la presa del
cibo.
Ai primi
di marzo, i maschi, riconoscibili (non facilmente) per le dimensioni
maggiori e per il colorito più rossiccio, fanno sentire
il vero canto. Inizialmente due o tre versi di quel suono che ha imposto
il nome onomatopeico alluccello. Con lavanzare della stagione
degli amori il canto diventa trisillabo. Solo in pochi casi ho avuto
maschi, eccellenti ed in perfetta forma amorosa, che ripetevano ben
cinque volte il verso. E tipico il modo di emettere il canto,
dapprima inspira aria che subito dopo espira abbassando becco e testa
e martellando in avanti ad ogni emissione di suono. Altra emissione
tipica e una specie di fraseggio lungo e continuo che sembra un
bisticcio ma si capisce bene che e la fase cruciale della formazione
della coppia e della scelta del posto ove nidificare. Ed e quando
questo fraseggio/bisticcio si fa sentire, spesso e ripetutamente, che
la stagione riproduttiva inizia con buoni auspici.
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Il
Nido.
Scelto
il posto, la coppia si dimostra molto unita. Il maschio imbecca la femmina
con bigattini che vengono infilati nel profondo della gola con tale impeto
e velocita da risultare incredibilmente misurata e calibrata tutta
loperazione.
Si
sono dimostrati ottimi posti di nidificazione:
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cassette nido per Storni;
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cassette di aringhe con apertura adattata;
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pile di mattoni in cemento a tre buchi.
Prediligono
camminare, quindi ogni accorgimento (un cunicolo, un corridoio) che
permette di arrivare alla camera di cova, sara bene accetto.
Scelto
il posto, a fine aprile, la femmina deporra sul nudo cemento o
sul nudo legno, senza alcun materiale trasportato. Conviene preventivamente
predisporre tutti i potenziali posti di deposizione con delle leggere
concavita per favorire la raccolta delle uova. Esse variano da
un minimo di quattro ad un massimo di otto (questanno una femmina
ha deposto ben otto uova, tutti nati). Nelle mie voliere la cromia delle
uova deposte e sempre stata riconducibile a due soli tipi: un
primo tipo di colore celeste molto chiaro immacolato, un secondo con
colore di fondo beige e con piccoli puntini più scuri e
uniformemente sparsi o raggruppati da inscurire leggermente alcune parti
del guscio.
Le dimensioni
delle uova sono sempre state incredibilmente piccole rispetto alla mole
delluccello. Le misure medie sono state di mm 25.9 x mm 17.9 (n=
21). Se si considera che un uovo di Passero domestico misura in media
mm 22,4 x mm 15,2 (n=11) si capira come quello dellupupa
sia davvero di ridotte dimensioni.
La cova
dura circa 18 gg. In un caso, un pullus ha schiuso a 13 gg..(?). La
femmina inizia a covare sin dal 1 uovo deposto ed e curioso
sentire come passa il tempo a becchettare le pareti del nido. E
dobbligo lasciare la coppia unita, la femmina non uscira
più dal nido neanche per cibarsi sara il maschio
a provvedere al nutrimento. Allinizio delle mie esperienze, se
non fosse stato per il sentire la femmina becchettare le pareti del
nido, avrei pensato alla morte della stessa. In tre casi, dovendo ispezionare
il nido, la femmina non volo via, ma quasi paralizzata, si limito
leggermente a spostarsi e a farsi prendere in mano soffiando quel caratteristico
suono rauco dapprensione. La cova poi continuo senza problemi.
Alla nascita
i pullus hanno un caratteristico colorito rosa chiaro ancor più
evidente per delle filopiume dorsali molto lunghe ed assolutamente candide.
Emettono un caratteristico pigolio monosillabo (udibile anche prima
della schiusa). Possiedono la mandibola inferiore più larga
rispetto alla superiore, fino al 6 - 8 giorno. Questanno
(1999) per labbondanza delle covate, e per un leggero malessere
riscontrato in una femmina, ho provato, per la prima volta, a porre
n.3 uova sotto canarina. Dei due nati, uno e morto al 4
giorno e laltro, al 5 giorno si e preferito allevarlo
completamente a mano. In ogni caso, la prova e da considerare
riuscita. Un pullus e stato felicemente svezzato. La femmina canarina,
preventivamente abituata ad alimentazione insettivora con bigattini
bolliti e poco pastoncino amalgamato con rosso duovo bollito ha
imbeccato male i pullus anche per il diverso modo di richiesta del cibo,
(il cibo deve essere infilato profondamente in gola), gli stessi pero
ogni due/tre ore venivano imbeccati a mano con una piccola camola del
miele.
Le nutrici
abbondano, nellalimentare i piccoli, con Camole del Miele (molto
costose) e Grillotalpa spezzettati (molto fastidiosi da reperire). I
grilllotalpa in particolare sono molto graditi ma non essendo ancora
reperibili commercialmente forsanche perche sconosciuti
o non ancora individuati come ottimo cibo per insettivori vanno ricercati
fra le deviazioni (zappelli) degli impianti di irrigazione (canalette,
negli agrumeti) dove lumidita persistente favorisce il loro
sviluppo e la loro riproduzione.
In ogni
caso sia per la diversita di sviluppo fra il primo e lultimo
nato (la cova inizia col 1 uovo) sia per le dimensioni della covata
(fino a otto uova) sia ancora per lalto costo delle camole (lit.3.500
n.40 unita) lallevamento a mano e da preferire e non
pone alcun problema. In natura i primi nati sopravviveranno, gli ultimi
inesorabilmente periranno (e forse i pullus morti sono dati in pasto
ai vivi). E per questo motivo che vengono osservati al massimo
tre, raramente quattro giovani, ai primi voli.
Fra i
tanti cibi provati: a) Bigattini bolliti e aggiunti al pastoncino umido;
b) bigattini scottati; c) bigattini vivi; d) striscie di cuore di vitello;
ecc. si e dimostrato insuperabile un alimento artificiale non
predisposto per gli uccelli ma che invece ha dato risultati eccellenti.
Trattasi delle crocchette per cani. Queste, poste ad imbibire in acqua
vitaminizzata sono per dimensioni e per composizione il "non plus
ultra" di quanto sperabile per alimentare a mano le Upupe. Personalmente
ho sempre scelto prodotti che contengono il 36% in proteine.
Crescono
bene. Vanno imbeccate facilmente e comodamente (con pinzetta) ogni paio
dore senza problemi. Si svezzano a circa un mese. Per facilitare
lo svezzamento, le crocchette imbibite vanno poste in contenitori trasparenti
con laggiunta di bigattini vivi i cui movimenti attirano lattenzione
delle giovani upupe e facilitano la presa del cibo. Una volta svezzate
danno la preferenza al cibo vivo. Verso il 27 giorno deta,
poco prima dello svezzamento, dimostrano fastidio dalla presenza dei
fratelli. E In questo periodo che e dobbligo isolare
i soggetti per evitare litigi fra essi. Per la separazione uso delle
comode batterie metalliche aperte solo frontalmente con un soggetto
per ogni gabbia (batterie da cova canarini). In questo tipo di gabbie
si mantengono molto bene in salute ed in ottimo piumaggio, inoltre sono
molto comode per riconoscere il sesso dei giovani maschi, giacche
non appena vedono lallevatore, i giovani maschi subito dopo lo
svezzamento fanno sentire solo un colpo di "hu". Cio
si ripete pressoché ad ogni entrata dellallevatore
nella stanza dallevamento. Dopo un mese i colpi diventano due
"Hu-Hu". E bene pertanto fare molta attenzione in questa
fase per sessare i soggetti e non attendere la prossima primavera per
avere la certezza assoluta del sesso dei soggetti dannata. In
gabbia si mantengono molto domestiche e ottimi animali da compagnia.
E mia abitudine ai primi di agosto, portare le giovani upupe in
voliera esterna. Il primo giorno vengono poste allinterno della
voliera ma sempre in gabbia; in tal modo vedono lambiente circostante
e vi si abituano. Lindomani apro la gabbia e la lascio aperta
per permettere al soggetto di potervi rientrare a suo piacimento, nel
frattempo aumento il cibo vivo nei contenitori della voliera come anche
allinterno della gabbia ormai aperta. Solo in questo modo e con
molta attenzione nei primi giorni non si avranno perdite negligenti.
Una volta abituate alla voliera diverranno più forastiche
ed apprezzeranno solo il cibo vivo trascurando le crocchette imbibite.
In voliera possono svernare in gruppo.
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La Muta.
A fine
luglio, per tutti gli uccelli europei, finita la fase riproduttiva,
inizia quella del ricambio delle piume e delle penne. Per tutti gli
uccelli europei, ma non per le Upupe.
In natura
i primi lampi e tuoni dAgosto le mettono in apprensione ed in
uno stato premigratorio. In cattivita, nello stesso periodo, manifestano
un certo nervosismo, ma si calmeranno nellarco di una quindicina
di giorni. Neanche in Agosto inizieranno a mutare. Resteranno col piumaggio
giovanile il cui colore e pressoché identico a quello
degli adulti.
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La
prima muta ed anche le successive hanno un andamento particolare variabile
da soggetto a soggetto. Inizia generalmente ai primi di dicembre e si
protrae fino alla fine di gennaio. Cio vuol dire che il ricambio
avviene nei quartieri di svernamento e cosi prima del viaggio di
ritorno primaverile e prima della stagione riproduttiva, in disaccordo
con quanto avviene alle nostre latitudini con tutti gli altri uccelli
che ricambiano il piumaggio dopo le fatiche riproduttive, nel periodo
tardo estivo.
Il
18.12.99 e morta, in una delle mie voliere, unUpupa maschio,
bene in carne, in vistosa fase di ricambio totale del piumaggio. Svernava
allaperto, con ricovero, assieme ad altre Upupe. In tante la muta
quasi non si osserva se non fosse per le penne che si vedono sul fondo
delle voliere.
Finita
la muta, gli Uccelli sono pronti per la nuova stagione riproduttiva. A
Marzo i maschi rifanno sentire la loro voce.
Il
ciclo ricomincia, la vita vuole perpetuarsi, i geni vogliono ricombinarsi,
le cellule germinali sono pronte: immortali.
In
tutto questo frettoloso excursus fra alimentazione, canto, muta, riproduzione,
nascite, e stato tralasciato e potrebbe venire fuori un unico temporaneo
problema:
i
giovani verso il 6 - 7 giorno dalla nascita maturano una particolare
ghiandola che regredira verso il 25 giorno e che promana un
caratteristico odore pungente di muschio. Ad alcuni disturba lodorato.
Ai
tanti amici che spesso, in primavera, mi trovano indaffarato a nutrire
a mano stupende giovani Upupe e che si meravigliano della bellezza degli
uccelli ma anche del fetore che emanano, alla naturale e spontanea domanda
che mi pongono, rispondo come quel mio amico che allevava cavalli e che
mi freddo dicendomi: Puzza? Profumo!!!
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Sebastiano
Paterno
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Il
presente lavoro e le relative foto non possono essere riprodotti, parzialmente
o totalmente, senza il consenso scritto dellAutore, preventivamente
dato.
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Pubblicato
su "ITALIA ORNITOLOGICA" N. 2 Febbraio 2000
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