AREA FISCALE

BOTTA E RISPOSTA SUGLI STUDI DI SETTORE
Riportiamo, quì di seguito, l'invito del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, a tutti i colleghi, sulla problematica degli studi di settore e il comunicato stampa di risposta da parte dell'Agenzia delle Entrate.

FORMATO K srl Rag. Salvatore Burrafato Commercialista



IL CONSIGLIO NAZIONALE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI

alla luce dei recenti pronunciamenti dell'amministrazione finanziaria

DENUNCIA
- l'inadeguatezza dello strumento degli studi di settore per i professionisti e per le pmi
- l'irragionevolezza e la scarsa trasparenza del meccanismo applicativo che in molti casi genera imponibili che non rappresentano le varie realtà

RITIENE PERTANTO
di dover intraprendere tutte le azioni di ferma e civile protesta che evidenzino la distanza che ormai sempre di più separa, in materia fiscale, le scelte del governo e dell'amministrazione finanziaria dalle esigenze dei cittadini e dalla loro effettiva realtà contributiva.

INVITA TUTTI I COLLEGHI
1) a non compilare nei termini previsti i modelli di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore relativi ai propri studi
2) a valutare con i propri clienti l'opportunità di non procedere all'adeguamento dei ricavi e compensi nelle dichiarazioni in considerazione del generale livello di maggiore congruità derivante dall'applicazione dei nuovi indicatori di normalità economica.



AGENZIA DELLE ENTRATE

COMUNICATO STAMPA

Studi settore:
L'Agenzia Entrate invita commercialisti e contribuenti al rispetto norme
I contribuenti sottoposti agli studi di settore sono tenuti a esporre in dichiarazione i ricavi e i compensi "effettivamente conseguiti" e a compilare i modelli allegati.
L'Agenzia delle Entrate, anche in relazione alla presa di posizione dei dottori commercialisti e alle informazioni contraddittorie che circolano sugli organi di stampa, ribadisce gli obblighi previsti dall'attuale normativa di compilare e presentare nei termini le dichiarazioni complete degli allegati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore.
L'invito da parte del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ai propri associati di non inviare nei termini il modello relativo ai dati sugli studi si configura come un invito alla violazione delle norme. Inoltre finisce per danneggiare gli stessi contribuenti in quanto la mancata comunicazione non consente di monitorare gli studi e di migliorarli progressivamente e finirà per esporli ad una specifica attività di controllo.
L'Agenzia delle Entrate invita dunque i contribuenti a valutare senza pregiudizio i risultati dell'applicazione degli studi di settore e comunque ad effettuare le scelte tenendo conto dei ricavi e dei compensi conseguiti nella realtà.
Si ricorda inoltre, come spiegato nelle due circolari recentemente emanate, che in alcune situazioni ed in particolare per i cosiddetti "marginali", lo studio può non essere idoneo a rappresentare correttamente le effettive condizioni dell'esercizio dell'attività. L'Agenzia delle Entrate terrà conto puntualmente della realtà effettiva delle imprese in in sede di contraddittorio.

Roma, 15 giugno 2007