Modalità di muta pre-nuziale in Monticola saxatilis (Linnaeus, 1766) - Codirossone
Introduzione
Visitando un sito d'ornitologia accademica, mi sono soffermato in un interessante argomento circa le varie modalità di muta in diversi Passeriformi e tutte si rifacevano "indicativamente" ai lavori del grande ornitologo L.Svensson - "Identification Guide to European Passerines".
Il minuscolo testo menzionato fa parte delle mie vecchie conoscenze e rappresenta tuttora un pilastro della mia nutritissima biblioteca.
L'argomento muta, sinceramente, tutte le volte che sono andato a consultarlo, non è mai stato centrale e prioritario, essendo altre le informazioni che evidentemente ero portato a cercare.
Fui attratto pertanto da quell' "indicativamente", e fra me pensai come gli ornicultori potevano ben venire in aiuto degli ornitologi, resocontando "effettivamente".
Nei nostri allevamenti, in periodo invernale, ospitiamo uccelli, che in natura risultano assenti in quanto migratori. Riusciamo quindi ad osservare "realmente" quanto accade, in domesticità, per uccelli che nei nostri cieli, nel periodo considerato risultano totalmente mancanti.
Osserveremo così, nei mesi in cui la specie non è presente nei nostri territori, le modalità di svolgimento di quella muta invernale o pre-nuziale che non è conosciuta nei tempi e nei modi.
Passeremo dopo, a rapportarla, con quanto, parallelamente, avviene in natura.
In primavera poi, all'arrivo nei nostri cieli, confronteremo i nostri uccelli mutati con quelli in arrivo dai luoghi di svernamento per riscontrarne la stessa fase di piumaggio e poterne quindi dedurre che se l'abito d'arrivo, osservato in natura, è identico a quello dei nostri uccelli domestici, quanto visto nei nostri allevamenti ripercorre realmente quanto verificatosi nei luoghi di svernamento.
Per completezza, essendo un uccello, di difficile riproduzione e quindi poco comune, accenneremo anche alla muta post-riproduttiva come essa si svolge nelle nostre voliere e questa si, anche nei nostri cieli.
Muta pre-nuziale
Negli anni si è riscontrato che sin dalla seconda settimana di gennaio (8 - 10 di ogni anno), pressoché tutti i soggetti in allevamento cominciano a far notare, nei bassi fianchi, che il compatto piumaggio d'eclisse, comincia ad avere fessurazioni e non uniformità, nella perfetta sovrapposizione delle piume.
Qualche soggetto ritardatario, fa notare, questi inizi di cambiamenti di piumaggio, verso il 20º giorno di gennaio. Ma sempre in pieno inverno.
Quanto evidenziato, sia con passati inverni rigidi, come anche con miti e primaverili giornate di gennaio laddove la temperatura diurna arrivava anche a 25/26 gradi come in quest'inizio d'anno (2007).
Le vistose fessurazioni nel piumaggio, rappresentano il chiaro segnale, che le prime piume sono cadute alla fine di dicembre e che la temperatura, quindi, non ha un ruolo determinante nella complessa fisiologia di questa specie migratrice.
Appare altrettanto chiaro, che non essendo la temperatura la causa scatenante l'inizio della muta pre-nuziale, resta, l'aumento della luminosità e l'allungamento del fotoperiodo ad innescare l'inizio della muta. Ed è proprio nel periodo considerato che cade il solstizio d'inverno.
Con certezza, tutti gli uccelli attenzionati ed osservati in domesticità (n = 22), da quando s'è deciso d'analizzare il fenomeno, hanno visivamente fatto notare il cambio di piumaggio, nella prima decade di gennaio di ogni anno (col vero inizio, nell'ultima decade di dicembre).
Nessuna differenza fra i sessi; nei maschi però, per via del dimorfismo, appare di più facile osservazione.
Lasciamo per un attimo i soggetti, serenamente ospitati nelle nostre voliere, per immaginare i loro simili in natura in fase di svernamento. I soggetti liberi, alla fine di dicembre ed in gennaio, occupano l'area di svernamento africana tra la Costa d'Avorio, la Somalia e più a sud fino in Tanzania. Trattasi pertanto d'elementi appartenenti all'avifauna termofila, che torna nei nostri cieli con le migrazioni primaverili (aprile-maggio), per ripartire con quelle autunnali (agosto-settembre).
E' certo (presumibile) che anche in natura la muta inizi con la fine di dicembre e come verificato nei nostri allevamenti si risolva e si completi entro la fine di febbraio/primi di marzo d'ogni anno; l'uccello poi completamente vestito è già pronto per iniziare quel ciclico, obbligatorio, viaggio che lo porterà in Europa meridionale, ad occupare sin dall'arrivo un proprio territorio, lo stesso dell'anno precedente (se non disturbati), e ad esibirsi verso una femmina da conquistare o più verosimilmente al seguito, con la coppia già formata sin dalla partenza dai luoghi di svernamento.
C'è da comprendere, in quei luoghi, quale sia la causa iniziale scatenante la muta, essendo il fotoperiodo, meno incisivo, quando più vicini all'equatore.
Che la coppia possa arrivare assieme e già formata, si ritiene un fatto quasi certo, tenuto conto di quanto verificatosi con una specie molto affine: il Passero solitario. Alla fine di marzo di alcuni anni addietro siamo informati e interpellati circa due uccelli di media grandezza caduti e penetrati in casa di conoscenti, dalla canna fumaria del camino. Recatoci sul posto constatammo che trattavasi di due splendidi esemplari di Passero solitario (una coppia), certamente appena giunti (dato il periodo), distratti e attratti dal comignolo (penombra) del camino. Quegli uccelli appena arrivati erano già accoppiati, molto verosimilmente avevano viaggiato assieme.
Anche nei Codirossoni, è pensabile, l'arrivo in coppia nei nostri cieli, del resto, da noi, cominciano ad affluire, dalla prima metà d'aprile, quindi, dai primi di marzo hanno un bel mese per la formazione di coppia (nel loro luogo di svernamento).
Nei nostri uccelli d'allevamento, la caratteristica principale delle nuove piume estrali è rappresentata da un'uniforme colorazione arancio intenso bordata da un orlo avana chiaro.
Le vecchie piume invernali, a differenza, hanno un orlo melaninico molto caratteristico e con l'avanzare della muta pre-nuziale si riscontrano i due tipi di piuma, facilmente riconoscibili, con le marginate di nero che vanno diminuendo e quelle bordate d'avana che vanno aumentando. Quest'orletto, con l'avanzare della stagione si polverizzerà scomparendo e conferirà all'uccello un colore uniforme più vistoso e più intenso.
L'ultima parte del corpo a mutare sarà la testa. Remiganti e timoniere non sono interessate da questa muta prenuziale.
Muta post-riproduttiva
Dopo aver analizzato il periodo temporale della muta pre-nuziale e constatato l'inizio della stessa tanto avanti nel tempo (fine dicembre) rispetto alla stagione riproduttiva (maggio/giugno) accenniamo anche alla muta post-riproduttiva ed alle nostre iniziali meraviglie del perché questa specie iniziava a mutare così presto nel tempo (giugno) rispetto a tutte le altre ospitate nelle nostre voliere.
Addirittura a metà giugno, a partire sempre dai fianchi, si notano già in muta abbondantemente iniziata.
A differenza di quanto avviene in altri uccelli che vanno in ecdisi in agosto-settembre e sono in abito per i restanti dieci mesi, nei Codirossoni, le mute (estrale ed eclissale), sembrano dividere il periodo annuale in due perfetti pieni semestri.
All'inizio delle osservazioni si poteva arguire a strane coincidenze di temperatura/umidità ma col passare degli anni si è constatato che tutti i soggetti analizzati, a giugno si dimostravano già in muta.
Se i soggetti che iniziano il ricambio, sono ancora in fase riproduttiva, la completano.
Se invece hanno iniziato la costruzione del secondo nido, rallentano, temporeggiano un po' di giorni, ma si capisce subito che non completeranno tale fase e che stanno spegnendosi a poco a poco.
Nella muta post-riproduttiva, completa, sono interessate anche le timoniere e le remiganti, che sono tutte rimesse a nuovo (migrazione, obbliga).
Le nuove piume di contorno, rispetto alle precedenti hanno tutte, un orletto melaninico, che resterà per tutto il periodo invernale e che conferirà ai soggetti un aspetto più dimesso e ai maschi un piumaggio simil-femminile.
Un prossimo lavoro, a maggior chiarimento e consequenziale al presente, sarà impostato, invece che con foto dei soggetti, esclusivamente con foto di piume pettorali (eclissali ed estrali) e sull'orletto melaninico e non.
Ed è quest'orletto melaninico, delle piume pettorali maschili, che ci fa capire, aumentando (da giugno) o diminuendo (da gennaio) che la piacevole stagione degli amori si avvia ad esaurirsi (giugno) o si accentua di focosità (gennaio) con l'alternarsi delle stagioni della loro vita. E della nostra.
muta estrale (pre-nuziale) fine gennaio - il soggetto evidenzia chiaramente le nuove piume marginate d'orletto avana chiaro - al centro del petto si notano ancora piume (d'eclisse - marginate di nero) da ricambiare.
Sebastiano Paternò
paterno@videobank.it
Marzo 2007
Licenziato per "Alcedo - Ornitologia e Natura"